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( ... ) Lo spettacolo si presenta con versatilità insolita sui palcoscenici italiani. Rompendo rigidi schemi interpretativi, offre al pubblico recitazione, canto, musica, il tutto tenuto insieme dalla gioia del racconto. Una operazione che consegna ancora una volta all'attenzione che merita la musica di Nicola Piovani. Continua a stupire la capacità intepretativa di questo compositore, l'apparente facilità con cui utilizza ogni elemento della sua orchestra, l'efficacia con cui raggiunge il pubblico.
ANSA 27/07/1991
Non ci sorprende il fatto che Arena riesce a farci ridere anche ricoprendo un ruolo drammatico. La sua simpatia non è costruita, viene fuori spontaneamente. Semmai non ci aspettavamo una così riuscita saldatura tra la complessità del verso, soprattuto in alcuni passi, e il lirismo, monodico e corale insieme, che sgorga dal canto. Se è una forma inedita d'arte, destinata a rimanere viva, è ancora presto per dirlo. Per ora ci sia consentito riconoscerne la freschezza e la portata innovativa.
Maria Calabretta "Il Popolo" 26/02/1991 La platea del Sistina ha applaudito Arena (e poi la Martelli, l'orchestra e i due autori) per minuti e minuti. Divertita e soddisfatta come non accade poi così di frequente.
G. Ric. "Il Messaggero" 20/02/1991
La musica di Piovani ha immerso gli spettatori in una atmosfera surreale cui faceva da contrappunto la bravura di Norma Martelli, nella prima parte, ( ... ) e, nel secondo tempo, quella del poliedrico Lello Arena nelle vesti del Buffo. Un elogio a parte meritano Francesca Breschi e Donatella Pandimiglio, straordinarie voci cantanti.
m.a.c. "Il Giornale- 20/02/1991
L'armonia del tutto sta in questo continuo darsi e togliersi la parola, nell'alternanza soave senza inceppi ... ) il debutto dell'orchestra è una marcia ( ... ) poi la musica diventa mistero, vento, disperazione ( ... ) applausi calorosissimi e richieste di bis da parte di un pubblico scelto, ma veramente sincero.
Laura Putti "La Repubblica" 21/02/1991
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