... Canti di scena ha la particolarissima caratteristica di essere un’ "opera aperta", un work in progress che si ripropone anno dopo anno, stagione dopo stagione, rinnovandosi costantemente attorno a un nucleo centrale fatto essenzialmente di parole. Parole dette, scritte e soprattutto cantate...
Ernesto Assante, La Repubblica, marzo 1996


... E se a questa magica atmosfera si uniscono voci che sanno commuovere o far sorridere chi le ascolta, per le toccanti interpretazioni, allora si rimane addirittura pietrificati sulla propria poltrona, e, come per le fiabe, si resta in silenzio a sentire il narratore, con la paura di rompere l’incantesimo con un gesto, un suono o un applauso (...) Uno spettacolo da vedere!...
Sabrina Pellegrino, Il Tempo, aprile 1996

… Grande successo per Vincenzo Cerami e Nicola Piovani con la Compagnia della Luna ad Atene (…) Molto il pubblico, anche in piedi, e numerose le richieste di bis, tanto che lo spettacolo è durato più di tre ore…
Metro Magazine (Atene), giugno 1996


... A giudicare dal numero dei bis, dall’entusiasmo anche scomposto di signore e signori, giovani e vecchi, si direbbe che piace. Anzi ammalia, anzi stordisce. (...) Un appuntamento da non mancare per chi vuole afferrare qualcosa di più dello spirito del teatro...
Katia Ippaso, L’Informazione, gennaio 1995

… Si chiama Canti di scena ed è uno degli spettacoli più belli che abbiamo visto in quest’annata. (...) Piovani si conferma un grande della musica e Cerami un grande della letteratura. In questo caso anche un bravo attore, con una presenza scenica sorprendente (...) Arte che sgorga allo stato puro, senza cornici o ingabbiamenti retorici.
Vincenzo Mollica, TG1, dicembre 1993

... Seduto dietro al suo tamburo-scrivania, Cerami rilegge e corregge le note di presentazione dello spettacolo, che prende vita proprio dalle meditazioni e divagazioni del suo autore. Le parole scivolano dalla carta sul palcoscenico e, come personaggi, indossano il costume sgargiante di una canzone, di una poesia, dialogano con le belle e ampie musiche composte da Piovani...
Pietro Favari, Corriere della Sera, dicembre 1993

... Le canzoni si originano da uno spunto lirico o da un pizzico d’autobiografia, e vanno sicure e liete, oppure gonfie di malinconia, dritte al petto di chi ascolta. (...) Gli spettatori vuotano il calice gaudiosamente, rendendosi conto di non trovare nel bicchiere il solito filtro, ma la possibilità di coccolare insieme occhi, orecchi e quella voglia inconfessata d’armonia che i tempi acutizzano ogni giorno di più…
Rita Sala, Il Messaggero, dicembre 1993

A cura della Casa Editrice Alba