Un metronomo, come fosse un cuore che batte, scandisce il ritmo delle parole. Le luci si accendono su una cantante e su un musicista alla consolle. In proscenio, dietro al leggio, il poeta legge i suoi versi.

Vincenzo Cerami presenta una nuova versione di Lettere al metronomo , epistolario in versi concepito per lo spazio teatrale. Le poesie di Cerami infatti non nascono per la pagina stampata ma per un pubblico, sono scritte per essere ascoltate e non lette in solitudine. A dirle dunque sarà lo stesso autore. Accanto a lui Aisha Cerami , voce cantante.

Lettere al metronomo è andato in scena con grande successo, per cinque serate, al Festivaletteratura di Mantova, che l'ha prodotto. Dopo una breve tournée lo spettacolo viene proposto a Roma con le nuove varianti, forte del consenso fin qui ricevuto dagli spettatori e dalla critica.

Chi scrive le Lettere al metronomo vive da sempre nella metropoli, tra mitologie disfatte e sogni lacerati. I destinatari sono pescati nella folla, riemergono da memorie rumorose dove si agitano passioni decadute, rabbie, amori andati in fumo, progetti rimasti eterne promesse. I panorami sono della città popolosa, e anche il tono della voce è di cemento e di polvere, e talvolta ha la desolazione della discarica. Le parole hanno un suono che ha significati reconditi e imprevisti, e che dilata in canto. La musica riempie i vuoti creati dall'emozione di chi sta parlando del proprio vivere.

COMPAGNIA DELLA LUNA

in collaborazione con

AMBRA JOVINELLI

presenta

Vincenzo Cerami

in

“Lettere al metronomo”

 

testi di Vincenzo Cerami

musica a cura di Nicola Piovani

disegno di Tanino Liberatore

 

voce cantante Aisha Cerami

tastiere Aidan Zammit

 

coordinamento scenico

Norma Martelli

A cura della Casa Editrice Alba