Stabat mater per voce recitante,
due voci femminili e orchestra


Versi  Vincenzo Cerami
Musica  Nicola Piovani
Cantanti  Rita Cammarano, Amii Stewart
Voce recitante  Gigi Proietti


I Solisti dell’Orchestra Aracoeli
Violini Lisa Green, Alice Warshaw, Giulio Luciani,Miwa Shiozaki
Viole  Lorenzo Massotti, Giorgia Franceschi
Violoncelli Giuseppe Mulé, Pasquale Filastò
Contrabbassi  Carla Tutino, Andrea Avena
Flauti  Alessio Mancini
Oboe  Antonio Verdone
Clarinetto/Sax Simone Salza
Corno  Marco Venturi
Tromba  Nolito Bambini
Arpa  Patrizia Radici
Pianoforte Ludovico Fulci
Tastiere Salvatore Carusotto
Percussioni  Ivan Gambini, Giovanni Damiani
Batteria Massimo D’Agostino


Direttore  Nicola Piovani

Luci Danilo Facco
Organizzazione  Claudia Antoccia, Enrico Paolini
Coordinamento  Nino Piovani
Ufficio stampa  Daniela Bendoni
Direttore tecnico  Riccardo Gianpaoletti
Tecnico del suono  Riccardo Giampaoletti
Assistenti tecnici  Giorgio Montanucci, Claudio Quaglia, Augusto Salticchioli
Sarta  Orietta Priore
Abiti di A. Stewart  Gattinoni


 


1° movimento    Sta la madre dolente
2° movimento    Esule vaga nella notte urbana
3° movimento    Donna bianca smaltata d’asfalto
4° movimento    Un’altra madre
5° movimento    Dormi, dormi
6° movimento    Stabat Mater dolorosa



Due madri: ambedue piangono il proprio figlio morto. La prima madre (voce di soprano), in un paese opulento e consumista, ha visto suo figlio ucciso dalla droga, vittima di una società smarrita nei miti
sbagliati del benessere e nella perdita del sentimento della trascendenza.
La seconda (voce soul) ha perso il figlio ucciso dalla fame: la carestia di un paese del terzo mondo non ha risparmiato il ragazzino che si Ë smagrito, ha mangiato la terra e davanti agli occhi di lei si è spento.
Due madri addolorate, due cause di morte opposte, ma vittime dello stesso modello di sviluppo planetario.
Ripercorrendo la forma dello Stabat Mater classico che ha già ispirato grandi musicisti del passato (Scarlatti, Pergolesi, Rossini, Dvorak, Paulenc…), La Pietà canta, in versi liberi, il dolore archetipo della madre per la perdita del figlio, il dolore di Maria sotto la croce, citando a tratti i versi rituali di Jacopone da Todi, sia in traduzione moderna sia nell’originale latino.




A cura della Casa Editrice Alba